 |
TUTTI I PARTECIPANTI IN ORDINE ALFABETICO
Francesco Abodi, Diego Amadei, Charles Bertrand, Julien Boniface, Stéphane Boucher, Marina Colombo, Giacomo De Carolis, Emanuele Dufour, Daniele Fiaschi, Davide Galli, Rickard Gustafsson, Adrien Jousset, Johana Kriznic, Francesco Nasato, Matteo Olivieri, Edoardo Pitton, Federico Quondamatteo, Rodrigo Roberto Berlim, Marco Scuderi, Gianluca Tramonti, Maurizio Trottoli, Sebastiano Vida |
 |
 |
|
Diego Amadei, Marina Colombo, Sebastiano Vida - Italia -
Be Cool 52
|
 |
|
Inconfondibile identità del progetto. Scolpire il mare. La barca è il dove e il come, il luogo e il modo per meglio agire il comportamento esclusivo. BC 52’ mostra senza paura la sua affezione al mondo del car design. Curve decise e superfici che si intersecano. Prese d’aria e tettuccio apribile. Una sportiva che naviga in acque tranquille. Be Cool si propone come easysail per brevi crociere, una barca mediterranea con uno scafo performante. Tutte le scelte sono state fatte seguendo quest’ottica, si è realizzata la voglia di “aprire il piacere”, di creare un ambiente completamente aperto, grazie alla vetrata della tuga, che scorre e si apre sopra la dinette interna, che si trasforma in un grande prendisole. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Rodrigo Roberto Berlim - Brasile -
Green Bow
|
 |
|
Il progetto estetico Green Bow è l'unione di curve perfette e angoli tali da ottenere un progetto armonico e contemporaneo che possa migliorare lo stile attuale di Sly, mantenendo una tuga sottile e un pozzetto aperto. La barca è configurata per essere semplice da manovrare, con sistema scotta, flush deck, e recesso per le drizze. Pannelli fotovoltaici completano il design della barca e la riforniscono di energia ecologica giornaliera, supportati da un piccolo generatore per crocieristi più avventurosi che desiderano andare a vela in mari protetti. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Charles Bertrand - Francia -
Sly 50
|
 |
|
La progettazione di un'imbarcazione che abbia le potenzialità di diventare il prossimo Sly Yacht non è un compito semplice. Quest'imbarcazione deve avere ottime performance, uno stile moderno ed eleganza ed infine il minor impatto ambientale possibile durante l'uso charter. La linea guida è stata quindi quella di creare un'imbarcazione più leggera piuttosto che più pesante, di ridurre la dimensione dell'attrezzatura e del piano velico, ma pensandoli per farli funzionare in maniera più efficiente. Sbandamento ridotto e comfort in navigazione, facilità di ancoraggio in acque poco profonde, grande comfort in coperta e facilità di accesso a mare, tecnologia avanzata e stile ricercato, sono solo alcuni elementi che rendono sicuro il fatto che gli ospiti si divertiranno e avranno la sensazione di navigare su di un'imbarcazione come nessun altra. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Julien Boniface - Francia -
Senza titolo
|
 |
|
Questo è il progetto di un charter di grande attualità: design innovativo, prestazioni e basso impatto ambientale, privilegiando il volume, ma non troppo e ben stimando la scelta dei materiali (sandwich e carbonio). Il tutto per ottenere una barca leggera e meno bisognosa di energia dal momento in cui la si costruisce fino al suo utilizzo. Questo non esclude linee esteticamente raffinate, con la tuga corta e modellata secondo gli standard di oggi: perché una buona barca è soprattutto una bella barca. Pozzetto e quadrato comunicano visivamente attraverso panelli che si aprono, privilegiando il volume delle tre cabine. Massima cura per limitare l'impatto ambientale, è stata adottata anche nella scelta di una propulsione ibrida di tipo diesel elettrico (Whisperprop DE), che unisce comfort (interventi, acustica) ed ecologia (consumo, rigetto di sostanze inquinanti). I materiali sono tutti selezionati nella medesima ottica (legno esotico FSC, piallacci di bambù e legno ricostituito). |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Stéphane Boucher, Rickard Gustafsson - Francia e Svezia -
Sly 53CC
|
 |
|
C'è sempre una differenza tra come vogliamo apparire e come le altre persone ci percepiscono. Nel caso di Sly Yachts l'immagine è tutta in "Enjoy Sailing". E cosa significa? Può una barca performante con tutte le caratteristiche di un racer consentire ancora tutti i comfort di un cruiser? Si chiama Sly 53 CC dove CC sta per Charter Cruiser. Il concetto è forte e significa: avere ogni tipo di persona a bordo, nello stesso momento, assicurandosi che ciascuno di loro sia a proprio agio a prescindere dalle precedenti esperienze in navigazione. Per questo motivo Sly 53 CC è stato sviluppato intorno al concetto di usabilità e comfort della gente a bordo. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Daniele Fiaschi, Johana Kriznic - Italia -
Next Sly 16 m
|
 |
|
Luminosità e spaziosità in forme fluide e razionali La barca da noi progettata è un Fast Cruiser di 16m dal design molto curato. Abbiamo cercato forme fluide e razionali, che fossero gradevoli esteticamente ma anche funzionali e marine. Seguendo le linee guida dettate dal concorso, ci siamo dedicati a creare ampi spazi esterni per la vita giornaliera e confortevoli interni per la notte. La tuga, bassa e filante, le manovre tute nascoste e i tambucci a filo danno l'impressione di grande pulizia ed al tempo stesso sicurezza di potersi muovere senza ostacoli. All'interno le ampie finestrature, in tipico stile Sly, il cielo della tuga trasparente, la "paratia" pozzetto-dinette anch'essa trasparente, sono elementi studiati per creare un ambiente simile a quello esterno e dare la sensazione di luminosità e spaziosità che spesso manca nelle barche a vela. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Emanuele Dufour - Italia -
Let's paly the waves
|
 |
|
La ricerca della modernità guardando la tradizione: questa è la filosofia dell'intero progetto. Ciò si invera in soluzioni tecnico-stilistiche radicate nella storia della nautica che questo progetto evolve portandole all'innovazione. Elegante e sportiva senza esuberanti eccessi, questa imbarcazione destinata al charter/fast cruiser, ricerca alte prestazioni (soprattuto al lasco) e una chiara semplicità delle manovre. Tre sono i punti chiave del progetto: 1) Il sistema lancia spi, eredità del mitico FD. Arretrando lo strallo (che stilisticamente dà eleganza e classicità) si ricava lo spazio per l'imbuto. 2) Il baglio massimo ad estrema poppa favorisce le prestazioni nelle andature portanti e garantisce grande fruibilità al pozzetto. 3) L'elemento stilistico del deck saloon si evolve: la dinette si integra nel movimento dello skylight della tuga in un'armoniosa "U", infatti l'albero, a proavia del divano, completa lo spazio senza spezzarlo. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Davide Galli, Francesco Abodi - Italia -
Sly 53 XL
|
 |
|
Questa barca è pensata per offrire un servizio charter di grande confort, capace di ospitare fino a dieci persone, distribuite in cinque cabine con diversi standard. Le linee della SLY 53-XL quindi nascono dall'esigenza di garantire i necessari spazi sottocoperta, ma tali da rendere i rapporti di aria e luce elevati. Ciò è reso possibile da una grande tuga vetrata che si estende da prua a poppa coprendo tutti gli ambienti. La sensazione di open-space è ulteriormente amplificata dal lucernario centrale: una sala che si affaccia tra il cielo e il mare di giorno si immerge nel cielo stellato di notte. Il tutto è arricchito dalle tessiture dei film sottili fotovoltaici traforati, che oltre a fornire energia di supporto agiscono come filtri per i raggi solari creando leggeri contrasti di ombre e luce che arricchiscono lo spazio. In coperta il pozzetto, allestito con cuscini e schienali estraibili, si avvale di due tavoli a scomparsa e di un tenda lino estraibile dal Boma che si fissa su dei montanti telescopici. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Adrien Jousset - Francia -
Sly 50 Hybrid
|
 |
|
Lo Sly Hybrid 50 è stato disegnato per lasciare una piccola firma sull'ambiente. E' stato sviluppato intorno a una serie di sistemi eco-friendly, senza limitare in alcun modo la piacevolezza della navigazione e la sicurezza su qualsiasi rotta. Una particolare attenzione è stata data alla longevità. E' una barca a dislocamento leggero, con serbatoi di scarico, limitando al massimo il consumo di energia. Il disegno è pensato in favore di una costruzione moderna basta sul sandwich di resina epossidica con fibre naturali quali il Lino e la Balsa poiché un buon foam strutturale è altamente inquinante. Altri materiali usati sono bamboo e balsa/Gaboom sandwich. Il look affascinante è caratterizzato da soffici curve e spigoli che vanno a fondersi in una linea sportiva e elegante. Il pozzetto è riservato al relax con un'ampia zona sole e un facile accesso all'acqua. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Matteo Olivieri, Gianluca Tramonti, Francesco Nasato - Italia -
Sly DE 50
|
 |
|
Lo Sly De 50 Cruiser nasce da uno studio teso a esaltare il piacere di navigare in totale tranquillità e garantire il massimo comfort coniugato con emozionanti prestazioni veliche. Le forme affilate dello scafo sono ispirate ai più moderni racer oceanici, ad esaltare le performance in andature dalla bolina larga al gran lasco, ottimizzate per le brezze tese e il vento moderato. L'originale coperta vuole rendere gli spazi interni luminosi creando una continuità visiva che risulta in un forte legame tra gli spazi di bordo. Al di sotto di essa, l'ampia zona living caratterizza la disposizione interna con un layout ispirato al lounge, raffinato e piacevole. L'ampio pozzetto è ad essa complementare e si rispecchia nei particolari prendisole, posti al di sopra, che ne conferiscono una interpretazione totalmente nuova. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Edoardo Pitton -
Sly 53 TG (Tender Garage)
|
 |
|
Nell'approccio a questo progetto sono voluto partire da un'imbarcazione già ottima, lo "SLY53"e, creare una barca di 16 m dotata di un garage per il tender a poppa, senza assolutamente sacrificare l'abitabilità interna. Data la vocazione al charter del tema del concorso, credo che la possibilità di stivare il tender armato, sia un gran valore aggiunto per un'imbarcazione di questa dimensione, prerogativa normalmente di barche di categoria superiore. Per fare questo ho creato un volume insolito ed in controtendenza con il trend attuale che vede poppe sempre più aperte, basse e libere. Così facendo, mi sono confrontato con uno sbilanciamento delle masse verso la parte posteriore che mi ha dato l'opportunità di sviluppare un raccordo scafo-coperta-tuga particolarmente insolito e caratterizzante, che fa riconoscere l'imbarcazione al primo colpo d'occhio. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Federico Quondamatteo, Giacomo De Carolis, Marco Scuderi - Italia -
Star Sly
|
 |
|
L'idea di un dislocamento leggero e uno scafo divertente e performante è stata realizzata grazie ad un analisi dei rapporti non dimensionali su un database di 114 imbarcazioni tra i 14 e i 16 metri di lunghezza. Un successivo studio della stabilità e delle forme di carena, con il fine di concentrare i carichi centralmente e nei punti più bassi dello scafo, è risultato nel disegno di 3 diversi scafi che sono stati sottoposti al Velocity Prediction Program. Le strutture sono state dimensionate in accordo con il design degli interni. Sono quindi realizzabili con un unico stampo con lo scopo di dare più rigidità all'imbarcazione con il minimo materiale e di velocizzare la costruzione della produzione in serie. I presupposti della ricerca di questo progetto sono legati alla volontà di proporre una chiarezza funzionale dell'insieme, l'eliminazione di ogni componente superfluo, l'ottimizzazione dello spazio di coperta e la semplificazione del processo produttivo in ottica ecologica. Il design del piano di coperta è caratterizzato da microfori su i due lati della tuga, che hanno la funzione di brise-soleil riprendendo inoltre volutamente "l'occhio SLY", mentre a prua il segno del carrello autovirante determina il taglio vetrato della tuga con relativa vista panoramica dall'interno. |
|
|
|
 |
 |
|
 |
|
Maurizio Trottoli -
Bomb 50
|
 |
|
Dinamismo, tecnologia, sport, rispetto per l'ambiente: la progettazione di un o Sly Yacht è basata su questi principi. Chi naviga in uno Sly vuole sfruttare l'energia del vento così come lo si trova in natura, non vuole quindi essere dipendente da nessun altro se non dalla natura stessa: le caratteristiche tecnologiche della barca gli dovranno permettere di fare questo nel migliore dei modi. Lo scafo da me ipotizzato rispecchia le aspettative di questo particolare utente: le linee tese determinano forza e dinamismo mentre quelle più morbide, che dalla zona della base dell'albero arrivano fino a poppa, sono la reale connessione con gli elementi esterni della natura da cui viene prelevata l'energia. La finestratura è ampia ma nello stesso tempo osservandola dall'esterno, trasmette forza, dinamismo e resistenza. Dall'interno invece, la sua forma e dimensione, non fa perdere in nessuna zona, il contatto con l'esterno. |
|
|
|
 |
 |
|
|
|
|
|
 |